Ultima modifica: 22 aprile 2017

Storia della scuola

Il 2° Circolo didattico di Santarcangelo di Romagna, nato nel 1989, comprende due comuni:

Santarcangelo di R. e Poggio Berni.

Nell’ambito territoriale assegnato al Circolo (situazione all’1 / 01/ 2009) gli abitanti risultano 24.241, di cui

– Santarcangelo di Romagna 20.907

– Poggio Berni 3.334

Il Comune di Santarcangelo di Romagna si situa nella zona di pianura. L’ambito è costituito dai limiti interni delle conoidi pedecollinari e dalla fascia pianeggiante costiera. La pianura è sede dei serbatoi idrici sotterranei ed è quindi sede plurima di risorse fondamentali per il bilancio del sistema naturale. La disponibilità di tali risorse, unitamente ad una componente climatica di eccezionale valore ambientale, ha comportato l’insediamento antropico a livelli medio-alti in progressione con l’approssimarsi della fascia costiera, con cui la pianura costituisce unità fisica indistinguibile. Gran parte di questo ambito è fortemente antropizzato e l’urbanizzazione, che interessa grandi superfici, è integrata dal sistema dei servizi, tanto che solo una parte risulta utilizzabile per l’agricoltura. La vegetazione spontanea è limitata ad alcuni tratti delle fasce fluviali.

A ridosso di Rimini. Secondo i dati elaborati dal “Rapporto regionale 2008 sul sistema educativo” pubblicati dall’USR e dall’EX-IRRE della Regione Emilia Romagna (Tecnodid editrice) la realtà territoriale evidenzia una occupazione del 46% con un differenziale positivo del 7% rispetto alla media nazionale. Elevata è anche l’occupazione femminile,con importanti riflessi sulla domanda scolastica e sui modelli organizzativi del tempo scuola, specie di base. La scuola dell’infanzia è un punto di forza del sistema educativo regionale, sia per la generalizzazione del servizio, sia per i livelli di qualità mostrati.

Il tessuto produttivo è storicamente forte nel settore della piccola e media industria (35% degli occupati) e notevole risulta lo sviluppo dei servizi e del terziario (oltre il 60% dell’occupazione) La richiesta di qualificata forza -lavoro da parte del territorio, spinge il tessuto scolastico a garantire un livello di formazione adeguato. L’agricoltura che ancora all’inizio dell’ultimo decennio caratterizzava questa località , ha ridotto in modo importante il proprio peso e il proprio ruolo.

Il Comune di Poggio Berni occupa un territorio in parte pianeggiante e in parte collinare; confina con Santarcangelo, costituendo il prolungamento di quest’ultimo verso la collina e tendendo ad assumere, nella situazione attuale, i connotati di periferia. Di tradizione agricola, ultimamente sta vivendo uno sviluppo artigianale ed in piccola parte industriale. Anche a Poggio Berni per i motivi prima spiegati, si stanno sviluppando aree di edilizia urbana e come il comune di  Santarcangelo risente della influenza turistica della riviera.

Nel corso del 2008 si sono  registrati segni di rallentamento dell’economia della zona, rispetto all’incremento registrato fino al 2006, con una evidente trasformazione in cui i soggetti economici più attivi tendono ad accorparsi irrobustendo la loro forza, ma piccole e medie realtà  imprenditoriali ,meno capaci di resistere agli sbalzi del mercato, riducono il personale o chiudono. Maggiore tenuta si evidenzia nel settore terziario, anche per la grande vocazione turistica del riminese  I dati statistici relativi alla provincia di Rimini permettono di osservare che il territorio ha una crescita positiva della popolazione in età scolare di circa il 6,5%,con picchi del 10% nella fascia 9-12 anni. Molti degli studenti sono stranieri (10% contro media nazionale del 5%) questa caratteristica strutturale è da considerarsi specifica del sistema scolastico riminese che ha una cultura dell’accoglienza radicata per storia e tradizioni. Le relazioni tra scuola ed extrascuola hanno consentito la costituzione di un sistema “organizzato a rete” che ha consentito nel tempo un’azione efficace tra le diverse agenzie educative.Esistono nel territorio efficienti strutture di servizio e un funzionale coordinamento interistituzionale. Una Conferenza Provinciale di Coordinamento e il Centro Pedagogico per l’integrazione dei servizi, hanno consentito di mettere in stretta relazione sia l’offerta formativa delle scuole del territorio, sia quella dei 5 centri territoriali già esistenti : CET “B. Ciari” di Santarcangelo, Centro “Zaffiria” di Bellaria, Centro Educativo Italo-Svizzero “R. Bordoni” RN, SMS ”Alighieri/Fermi”

RISORSE PRESENTI NEL TERRITORIO

Il paese è ricco di monumenti e di testimonianze di notevole valore storico-culturale. Sono, inoltre, presenti:

MUSEO ETNOGRAFICO DI SANTARCANGELO DI ROMAGNA

Inaugurato nel 1981, il Museo Etnografico ha il compito di raccogliere, conservare e valorizzare le testimonianze demo-etno-antropologiche del territorio che rappresenta creando un centro di cultura e di ricerca.

Il Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna vuol definirsi come momento vivo per la ricerca e la conoscenza della cultura di un popolo e ha come interesse principale quello di cogliere i vari aspetti che formano le tradizioni popolari dell’area denominata “Romagna meridionale”.

Si compone di dodici sezioni espositive, che illustrano aspetti della vita lavorativa e domestica della famiglia romagnola. All’interno del percorso espositivo sono poi in mostra due raccolte, uniche nella loro ampiezza e completezza, che costituiscono un patrimonio culturale di grande valore come quelle legate alla caveja e ai burattini nella tradizione.

MUSEO STORICO ARCHEOLOGICO DI SANTARCANGELO (MUSAS)

La sua storia romana va ricercata in pianura, vicino al fiume e all’antica Pieve di San Michele, dove esisteva un piccolo centro rurale chiamato “Pago Acervolano”; la sua storia medievale invece si è svolta sul colle, dove la popolazione si è difesa circondandosi da mura, ampliate dai Malatesta Signori di Rimini; e quella moderna sul colle e alla sua base, dove l’abitato si è allargato fino a raggiungere la via Emilia. Il Museo Storico Archeologico di Santarcangelo di Romagna (MUSAS) è sorto nel 2005 con l’obiettivo di custodire e valorizzare il patrimonio archeologico e storico-artistico della città e del territorio. L’ordinamento scientifico del suo materiale è dovuto a Pier Giorgio Pasini e a Maria Luisa Stoppioni, la parte architettonica e l’arredo sono dovuti a Cesare Mari di “PanStudio”, coordinati dall’Istituto dei Musei Comunali.

 BIBLIOTECA COMUNALE DI SANTARCANGELO DI ROMAGNA

Ha quasi 50.000 volumi; circa 3400 sono preziosi libri antichi stampati precedentemente ai primi decenni dell’Ottocento. Tra i più importanti materiali conservati vi sono poi oltre 10.000 volumi che costituivano la biblioteca dello scrittore e critico letterario Antonio Baldini (1889-1962). Assieme a migliaia di documenti manoscritti e a stampa dello scrittore costituiscono una fonte di grande valore per chi voglia studiare la cultura letteraria italiana della prima metà del Novecento. Altra importante raccolta è formata da 2.300 libri, da periodici, da moltissimi appunti di lavoro di Gioacchino Volpe (1876-1971), uno dei maggiori storici italiani. Conserva anche varie lettere che il poeta Gabriele D’Annunzio scrive al santarcangiolese Edmondo Turci, col quale, nel febbraio 1918, aveva partecipato ad una celebre impresa militare contro l’Impero Austro-Ungarico (“Beffa di Buccari”).

C.E.T.  (CENTRO EDUCATIVO TERRITORIALE)

Il Centro Educativo Territoriale nasce nel 1991 da una convenzione tra i Comuni di Bellaria Igea Marina, Poggio Berni, Santarcangelo di Romagna, Torriana e Verucchio. Il C.E.T promuove sul territorio la creazione di reti di rapporto significative, il consolidamento ed il rafforzamento dei legami esistenti, nell’ottica di un sistema formativo integrato nel quale più luoghi dell’educare offrono alla comunità locale molteplici occasioni di informazione, di formazione, di riflessione culturale, di ricerca e di sperimentazione.

La programmazione delle attività del Centro avviene in forma partecipata, è una costruzione plurale e condivisa che coinvolge diversi soggetti che a vario titolo, sul territorio, si occupano di educazione: gli Enti Locali, le scuole, le agenzie culturali e sociali che vi operano (musei, biblioteche, associazioni di volontariato…).